Al paese alto, il più antico quartiere di Francavilla al Mare, nucleo storico e originario della cittadina, è possibile ammirare la nuova e magnum opis del maestro Emilio Patrizio dal titolo “Speriamo siano sirene”
Nella Piazzetta Masci è stata realizzata un’opera in maiolica dal maestro Patrizio con il ceramista Michele Santalucia, che rappresenta il profondo legame tra gli abitanti del paese alto e il mare, un omaggio alla tradizione e alla saggezza marinara di Francavilla al Mare.
L’intera opera è stata realizzata con la tecnica utilizzata nella ceramica andalusa della “cuerda seca” (letteralmente “corda secca”) tradizione decorativa straordinaria che permette di creare sulla maiolica disegni geometrici e floreali dai colori vividi separati con precisione.
L’opera è composta da tre scene indipendenti ma complementari, fortemente caratterizzata dalla presenza del mare, rappresentando il profondo legame tra gli abitanti del paese alto ed il mare, quel mare che da quassù si può guardare ed ascoltare, alimento e sostegno delle famiglie che, da esso, “prendevano e perdevano vita”.
La scena sulla sinistra è liberamente ispirata alle (male) politiche di accoglienza migranti. Un vascello carico di vita, dal significativo nome di SOLAS – acronimo di un protocollo internazionale di sicurezza in mare – sul pennone sventolante riporta una locuzione latina di Orazio che recita “La forza, senza saggezza, cede sotto il suo stesso peso”.
Al centro una sirena ascolta il mare attraverso una conchiglia mimando ironicamente la famosa scena di Michelangelo della Creazione di Adamo, mentre sulla destra è una frase spesso pronunciata da Truflett’, un vecchio pescivendolo del quartiere, ad accompagnare le immagini raffiguranti uno spaccato di placida vita quotidiana del quartiere alto. “Lu pesce va nudo”, vale a dire che, così come il pesce in mezzo al mare non ha bisogno di niente, anche qui c’è tutto quello che serve per essere soddisfatti ed in pace con sé stessi. Autentica saggezza popolare che Emilio Patrizio ha voluto rendere eterna imprimendola sui muri del quartiere della città che lo ha adottato.
Qualche cenno biografico sui due autori
Emilio Patrizio
Emilio Patrizio è un pittore e artista nato a Pescara nel 1950 che vive e lavora a Francavilla al Mare, città con cui ha un legame profondo fin dall’infanzia.
Prima di dedicarsi alla pittura, ha lavorato come fotografo, grafico pubblicitario e illustratore.
Si è avvicinato alla pittura alla fine degli anni Ottanta, esponendo le sue opere in mostre personali e collettive in Abruzzo e in tutta Italia.
Ha tenuto mostre in luoghi simbolo come il Palazzo Sirena a Francavilla al Mare, il Palazzo d’Avalos a Vasto e il Museo Michetti (MuMi), dove nel 2012 ha presentato l’antologica “Quel che resta del sogno”. Ha dedicato parte della sua ricerca artistica e vari omaggi pittorici al borgo storico e al Paese Alto di Francavilla al Mare, usando l’arte come memoria e identità del territorio.
Michele Santalucia
Nel 1994 si diploma presso l’Istituto “Nicola da Guardiagrele” di Chieti, iniziando subito dopo a lavorare presso diverse aziende ceramiche abruzzesi. Dopo queste esperienze lavorative in Italia, decide di partire per la Spagna, più precisamente Siviglia, dove impara nuove tecniche ed espressioni artistiche, lavorando in aziende storiche dell’arte classica andalusa.
Nel 2006, torna in Italia e si trasferisce a Francavilla al Mare, in provincia di Chieti, dove apre la sua bottega e dove tutt’oggi opera. Qui spazia tra realizzazioni di forme personali e nuovi decori, unendo gli stilemmi classici della ceramica andalusa (“cuerda seca”) e le decorazioni tipiche delle “azulejos”, con lo stile tradizionale abruzzese, dando vita a moderne creazioni del tutto originali e realizzando opere dello stile classico abruzzese.



