Il museo Michetti, abbreviato “MuMi”, è dedicato al pittore Francesco Paolo Michetti ed è stato inaugurato nel 1997 nei locali dello storico Palazzo San Domenico, ex sede comunale della città.
Il palazzo, un antico convento domenicano dedicato a Santa Maria delle Grazie che gli eventi bellici distrussero quasi del tutto, fu successivamente ricostruito in stile post classico ed adibito a sede comunale. Solo negli anni ‘90, realizzata la una nuova sede comunale moderna nel quartiere alto di Francavilla, il palazzo “San Domenico” venne utilizzato per ospitare varie mostre, fino alla sua trasformazione in museo nel 1997.
Il museo ospita ogni anno un prestigioso premio artistico, il Premio Michetti, il più longevo in Italia dopo la Biennale di Venezia, istituito nel 1947 e vinto nel corso degli anni da alcuni dei più importanti artisti della storia del novecento. Oggi il concorso annuale viene curato dalla omonima Fondazione nata nel 2005 con lo scopo di onorare e perpetuare, nel nome dell’arte, la memoria di Francesco Paolo Michetti.
Ogni anno viene organizzata una mostra d’arte (in estate, con inaugurazione in luglio) affidata a curatori diversi e dove una giuria seleziona e premia alcune opere tutte acquisite dalla Fondazione a testimonianza del percorso dell’istituzione dal 1947, ed esposte nel Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, che ha sede al primo piano del Palazzo San Domenico.
La sala al piano inferiore, invece, ospita l’una di fronte all’altra, due grandi tele originali di Francesco Paolo Michetti, “Gli Storpi” e “La Processione delle Serpi” presentate all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, che meritano una menzione particolare.
Gli ‘Storpi‘ rappresenta una compagnia di pellegrini diretti al santuario mentre passano dinanzi a un gruppo di mendicanti che mostrano le loro infermità per indurli all’elemosina. Sulla scarpata due fanciulle come incuriosite osservano la scena, più in alto una coppia di buoi simboleggiano l’indifferenza della natura per le sofferenze degli uomini.
Sulla parete opposta, nella ‘Processione delle Serpi‘ è raffigurato il tipico rituale di Cocullo, paesino della montagna abruzzese dove ogni primo maggio è portata in processione la statua di San Domenico avvolta da serpi che simboleggiano la ciclicità delle stagioni e il rinnovamento. Tutto il corteo sacro, vario di colori e di figure in movimento, ha l’apparenza di una serpe che si snoda divincolandosi. L’opera, dai tratti realistici e monumentali, fu ispirata da una visita dell’artista abruzzese al rito, documentata da numerose fotografie.



